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"Non ho figli, ma Godranopoli è per me come se fossero cento creature insieme". (Francesco Carbone)


Godranopoli: una pinacoteca, una biblioteca, un museo 

 


"Cultura materiale
agropastorale"
 

Godrano ieri
 

Godrano oggi
 

La biblioteca
di Godrano


















 

di Nicolò D'Alessandro
 
Alla creazione di una Pinacoteca a carattere interzonale (già nel 1979) contribuiscono numerosi artisti siciliani. Ai numerosi lavori confluiti nella Pinacoteca e Museo antropologico culturale di tipo sperimentale Carbone aggiunge quasi tutta la sua collezione privata di diverse tendenze figurative. Luogo provvisorio che ama definire come "Luogo della memoria, dell'immaginazione, della creatività e della storia".  Tenta così di ridefinire il significato stesso di nozione di museo in relazione al territorio. Per tale ragione precisa: "La loro fusione e il loro assemblage tattico e funzionale, suggestivo, rispondono anche ad un bisogno reale di museografia creativa in modo da apparire, ed essere (museo e pinacoteca) un'opera d'arte complessiva, autonomamente fruibile, ma anche inevitabilmente innescata nell'attuale e urgente bisogno di processi incrociati e trans culturali, fra tradizione e  presente".
Il passo verso la definizione del suo capolavoro ideativo e l'enunciazione teorica di un museo diverso lo portano alla ideazione di Godranopoli.
"Gli esiti positivi raggiunti ed il crescente bisogno di amplificarne l'azione sia teorica che operativa nel territorio, alimentano la mia speranza, il mio sogno e il mio progetto di dar vita ad una struttura polivalente o multimediale". Scrive. 
Nasce il 10 settembre 1980, con una affollata cerimonia di apertura, il Centro Studi, Ricerca e documentazione "Godranopoli", uno dei più atipici progetti individuali che la Sicilia abbia mai avuto. Il museo, unico esempio del  genere è una "sua creatura", il frutto di un sogno personale. Una delle sue "pratiche sparse". La oceanica raccolta di materiali, il reperimento degli oggetti sono il risultato di un continuo girovagare per i feudi dell'entroterra, per le campagne, tra i cascinali abbandonati di un inquieto ricercatore simile per alcuni aspetti ad un altro inquieto ricercatore del siracusano Antonino Uccello.
Nasce e si sviluppa, come processo logico di un impegno e di un interesse  costante e diretto verso le istanze più profonde del rapporto inscindibile tra memoria e storia. Tra territorio, la sua memoria e la sua immaginazione. Una struttura, dall'architettura semplice, simile a un grande capannone per gli animali, costruzione simile ad altre del territorio agropastorale della zona.
Godranopoli tende a radicare innanzitutto, sperimentalmente, nelle realtà territoriali ed interritoriali, per avviare processi di tipo interculturale fra tradizione ed innovazione, investendo e raccordando tra loro il maggior numero di discipline. 

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