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GODRANOPOLI tra presenza e latenza (1990)
testo di Francesco Carbone
Genesi e palingenesi - cioè
nascita, dissolvenza e rinascita - sono
i punti chiave di una storia locale, o di una
parte considerevole
di essa, che ha registrato e proiettato in avanti
una lunga serie di
situazioni e di proposizioni nate, vissute e
sofferte dalla coscienza
individuale dello scrivente, allo scopo di coinvolgere
al tempo stesso la
coscienza collettiva del luogo da collocare in
una più vasta contestualità
socio-culturale e storica.
Questo documento - o collage
di teorie e di fatti, di immagini - ha
origine dalle mie prime esperienze politiche
a Godrano, dalle lotte contro
la mafia rurale e per la conquista delle terre
incolte e dei pascoli
demaniali presenti nel bosco della Ficuzza.
Quando l'ideologia (la mia militanza
nel PCI interrotta per qualche
tempo e poi ripresa sino all'attuale momento)
ha incrementato i miei
interessi per la cultura, ho fatto in modo che
quest'ultima fosse cultura
di vita, per la vita - allora, più gramscianamcnte
organica - e non
acquisita, obbedendo in tal modo a sollecitazioni
e predisposizioni
avvertite sin dalla mia prima giovinezza.
Sottese tuttavia nei gangli più
vitali della memoria, tali esperienze,
unitamente a quelle relative alle mie emigrazioni
in Svizzera e nell'Ame-
rica del sud (Argentina), non vengono riferite
nel presente documento
il quale, pur filtrandole in vario modo le predette
esperienze, inizia
invece con lo svolgimento di alcune attività
significative risalenti al
periodo in cui - da consigliere indipendente
di sinistra, o da cattolico
di sinistra - feci parte dell'amministrazione
comunale di Godrano con
l'incarico di direttore della locale biblioteca,
che peraltro avevo notevol-
mente contribuito a fondare e a sviluppare a
livello interzonale, arric-
chendola periodicamente con l'acquisto di titoli
a carattere interdiscipli-
nare.
Durante tale periodo, l'istituto della biblioteca
pubblica non divenne
un inerte deposito di libri, ma un organismo
dinamico, efficiente,
operativo, promotore di incontri, dibattiti,
mostre d'arte figurativa, di
rappresentazioni teatrali a livello nazionale,
di proiezioni di films selezio-
nati, e così via.
Da queste esperienze realizzate tramite la biblioteca,
e dai conflitti
che ne sono derivati con l'amministrazione comunale,
ma soprattutto
con il Sindaco che non aveva capito che cosa
deve effettivamente essere
una biblioteca pubblica; a motivo, dunque, di
queste insopportabili
coercizioni, mi dimisi sia da consigliere comunale
che dall'incarico di
direttore della stessa biblioteca.
E così che si manifesta l'urgenza e la
necessità di creare un punto
di riferimento pluridirezionale basato sulla
spontaneità del movimento,
di un movimento post-istituzionale capace di
escogitare nuovi sistemi di
aggregazione e di partecipazione, e di sviluppare
nelle popolazioni locali
una più avvertita coscienza civile, tra
innovazioni e tradizioni.
Da qui la nascita del Movimento comunità
di base "Busambra", le
cui finalità risultano chiarite nello
statuto di costituzione dell'associazione
omonima, all'Art. 3:
L'associazione ha come fine la ricerca, la documentazione
e l'attiva-
zione socio culturale nel territorio, il cui
raggio di azione comprende,
sia realmente che virtualmente, 25 paesi ricadenti
nella vasta area speri-
mentale di Rocca Busambra (Godrano).
Le attività dell'associazione investono
i seguenti settori, sia sul piano
teorico che operativo:
a) arti plastiche e figurative; b) teatro; e)
letteratura; d) cinema; e)
audiovisivi; D architettura; g) urbanistica;
h) tradizioni popolari; i)
fotografia.
L'associazione promuove una pinacoteca d'arte
tradizionale, moderna
e contemporanea; un museo etno antropologico,
una biblioteca a carattere
sperimentale, un giornale periodico, attività
editoriali.
Intende organizzare inoltre conferenze,
mostre, spettacoli teatrali,
musicali, cinematografici e convegni su tutti
gli aspetti socio-culturali e
politici nel territorio prima precisato.
Infatti, compatibilmente con i mezzi
pratici di cui il Centro "Busam-
bra" poteva disporre (si allude a mezzi finanziari
pubblici del tutto
inesistenti), è stato possibile realizzare
le attività previste dal predetto
statuto e ampiamente documentate nei presenti
materiali.
Gli esiti positivi raggiunti dal
Centro "Busambra" e il crescente
bisogno di amplificarne l'azione sia teorica
che operativa nel territorio,
alimentano la mia speranza, il mio sogno e il
mio progetto di dar vita
ad una struttura polivalente o multimediale,
come si dice oggi.
Nasce così il Centro Studi,
Ricerca e Documentazione "Godranopo-
li", la cui azione teorica-operativa - arricchita
da un vasto repertorio di
imagini fotografiche documentarie - costituisce
il materiale più consi-
stente di questa pubblicazione. Finalità,
assetti e metodologie dalle
strutture di cui si compone "Godranopoli" riassunti
e considerati nella
seguente descrizione.
L'interesse per il recupero della
cultura materiale agropastorale come
di ogni altra testimonianza che riguarda la vita
della civiltà contadina,
è in continuo aumento, anche se tale interesse
non risponde sempre a
quei criteri di raccolta, di registrazione e
di esibizione destinati a non
appesantire la distanza che separa il manufatto
del passato dalle esigenze
di una sua più articolata partecipazione
nel presente.
L'aratro, la falce, la zappa, il
cucchiaio, il piatto, la pentola; gli
utensili, gli oggetti, i reperti, insomma, che
hanno fatto parte, con il
resto del mondo sia rurale che pastorale, artigianale,
non devono subire
la mummificazione museale legata a modelli di
cui si avvale tutt'ora certa
etnologia, ma devono rendersi invece soggetti
di comunicazione viva ed
attiva, così come tali essi sono stati
un tempo.
Su questi presupposti è nato,
infatti, il museo etnoantropologico
denominato "Godranopoli", diretto e fondato da
chi scrive, e ritenuto
tra i più significativi, per completezza
di reperti e diversità di impostazio-
ne museale.
Situato ai confini del bosco della
Ficuzza, all'interno di un paesaggio
naturale e un contesto umano e sociale dati come
sua espressione
costituzionale, fisiologica, "Godranopoli" stabilisce,
quindi, un rapporto
diretto con il territorio, con la sua memoria
e la sua immaginazione,
con la sua storia. E ciò, anche a motivo
della struttura, dell'edificio che
accoglie il museo; un contenitore nato ad
hoc, dall'architettura semplice
e lineare, simile a quelle disegnate nel paesaggio
territoriale: i capannoni
per gli animali. Una sede, dunque, contestuale,
organica, al massimo del
rendimento e della suggestione, alla presenza
e alle motivazioni teoriche
e operative del museo stesso. Coerente con la
storia che quest'ultimo
ricostruisce e trasmette.
Una storia perseguita in questo
caso non tanto o non soltanto sulla
sua presunta lineantà. propria della storiografia
idealista volta a registra-
re unicamente l'inventario del tempo,
ma indaga invece sull'inventario dello
spazio, proprio della storiografia di
base sorretta dagli "indizi" e dalle
"spie", dai particolari della microstoria che
non evoca le grandi epoche,
i grandi eventi, i grandi uomini. Una storia,
cioè, con la "s" minuscola
ma altrettanto interessante e indispensabile;
altrettanto completa come
può essere ed è l'etnostoria svincolata
dai limiti che le avevano imposto
gli etnografi americani.
Una storia, dunque, fondata anche
sulle lunghe durate, di cui parlano
Fernand Braudel e gli "Annales" di Parigi.
Altri metodi, quale l'applicazione,
ad esempio, delle teorie della
comunicazione formulate da Marshal McLuhan (quella
fredda capace di
maggiore partecipazione ricettiva), nonchè
la distribuzione degli spazi
prossemici rilevati da Edward T. Hall e applicati
agli asserti espositivi
dcl museo; tutto ciò serve a nidefinire
la nozione stessa di museo, senza
violentarne la destinazione, il carattere, lo
spirito, ma dotandolo di una
più protonda consapevolezza sia umana
che sociale.
Una Pinacoteca d'arte moderna e
contemporanea, dotata di opere
appartenenti anche alle punte più avanzate
delle neoavanguardie del
nostro tempo; una biblioteca di storia e di cultura
siciliana; la direzione
e la redazione del periodico "Busambra"; una
rassegna permanente dei
mestieri, unitamente a quella relativa all'intervento
idearivo nel riciclag-
gio degli oggetti di consumo da parte di contadini,
pastori e artigiani
del luogo: noncbè la disponibilità
di spazi interni di aggregazione, per
incontri, dibattiti, congressi e manifestazioni
multimediali, completano
infine, "Godranopoli", identificato anche, come
Centro Studi, Ricerca e
Documentazione.
Tali componenti hanno carattere
sperimentale: tendono cioè a radi-
carsi nelle realtà territoriali e interterritoriali,
per avviare processi di tipo
interculturale fra tradizioni e innovazione,
investendo e mettendo in
relazione tra loro il maggior numero possibile
di discipline e di pratiche
socio culturali.
Più esattamente il Museo
demologico dell'economia, del lavoro e
della storia sociale della vasta area di "Rocca
Busambra" - analoga per
molti aspetti ad altre della Sicilia - è
luogo innanzi tutto di documenta-
zione e di riflessione.
Esso concerne in modo particolare
gli oggetti, utensili, manufatti, le
tecniche, i modi di produzione e i modelli sociali
ad essi connessi, il
lavoro agro pastorale, forestale, artigianale,
domestico; le dinamiche del
potere e del prestigio, i conflitti di classe,
le lotte per la proprietà della
terra e dei pascoli contro le usurpazioni dei
demani e della mafia.
Il Museo registra inoltre le realtà
folkloriche del luogo, nella consape-
volezza della centralità dell'elemento
strutturale nella formazione della
cultura, ma anche nella profonda interazione
esistente nel mondo popo-
lare, tra realistico e simbolico, tra economico
e cerimoniale.
Esso vuole documentare altresì,
intorno a contraddizioni macrosco-
piche, a processi di marginalizzazione economica
e di esclusione sociale,
a movimenti storici reali, spesso negati e conculcati.
Intende narrare a
ciascuno il travaglio vissuto dal mondo subalterno
ed essere strumento
utile affinchè questo rifletta criticamente
sulla sua vicenda e - anche
attraverso il procedimento speculare proprio
del luogo - ricostruisca una
identità culturale, trasmetta valori,
riaffermi una conoscenza storica ed
etica.
Museo, in definitiva, come mezzo
didattico e di impegno sociale, di
comprensione profonda delle cose: luogo dove
ciascuno si riconosca,
come membro di una classe, di un ceto, di un
gruppo umano storica
mente determinato, come uomo in comune progetto
di uomini.
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