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Arte e territorio (1975)
testo di Francesco Carbone
Le ragioni di una mostra di arti
plastiche e figurative sono più d'una,
ma tutte rientrano nella prospettiva di un nuovo
tipo di decentramento
culturale: quello che riguarda il territorio
rilevato nel tessuto della sua
struttura elementare.
Se infatti esiste (come esiste)
una crisi di credibilità che investe oggi
la frattura tra "società reale"
e "società politica", ciò è dovuto principal-
mente alla totale assenza di una visione adeguata
del territorio e della
sua trama socio-antropohgìca
nella quale vanno inserite - e non
sovrapposte - tutte le manifestazioni di vita,
sia organizzata che sponta-
nea.
Molti riconoscono a questo proposito
come quasi tutte le comunità
appartenenti agli entroterra non soltanto della
nostra Isola, assumano
aspetti e comportamenti di entità separate,
i cui elementi costitutivi
(persone e istituzioni) originano modi di
convivenza profondamente
contraddittori rispetto ai modelli di riferimento
che sono alla base della
nostra nozione finora lineare di mutamento
e di progresso.
E qui non occorre scomodare Lefebvre
per giudicare come la politica
e la sociologia del rapporto tra contesto urbano
e rurale si sia attuato con
criteri che non rispondono assolutamente
all'odierna esigenza di un
processo di crescita basato non più sui
fenomeni di contrapposizione tra
essenza e
apparenza ma sui segni
che trovano il loro significato nelle forze
che di volta in volta se ne impadroniscono. Così
la storia, non più
parallela e sequenziale, va rilevata come una
continua "variazione di
sensi", la cui più alta conquista consiste
nel credere alla pluralità di
ciascun avvenimento, alla molteplicità
dì ogni parola e di ogni pensiero.
Ed ecco allora, per esemplificare,
la presente iniziativa proposta dalla
Biblioteca Comunale Interzonale di Godrano, e
dal Movimento Comuni-
tà di Base "Busambra", la cui sede diviene
ufficialmente operativa a
partire da questa occasione.
La Biblioteca ha ritenuto di dover
tentare una prima verifica di
decentramento culturale, facendo ricorso ad una
delle componenti che
più di ogni altra si rivela ai nostri
giorni come un segno che si presta a
più di una lettura; un segno di cui appropriarsi
per riuscire a capire
meglio molte più cose.
Questo segno è costituito appunto dalla
cultura figurativa (disegno,
pittura, scultura, architettura, ecc.)
la quale, in virtù delle proprie
disponibilità sia sul piano tecnìco-operativo
che teorico, si pone come
momento essenziale di un processo conoscitivo
a più direzioni.
L'odierna mostra proposta dalla
Biblioteca di Godrano non deve
essere pertanto fraintesa; non si tratta cioè
deIl'istituzionalizzazione di
un modello esterno che in tale occasione si intende
imporre ad un
particolare contesto locale, ma si tratta piuttosto
di un tentativo, meto-
dologicamente diverso, volto a dimostrare come
il quadro, la scultura, la
galleria siano il richiamo, la
memoria,
l'origine privilegiata (convenuta) di una
o più facoltà comuni a tutti gli
uomini: facoltà che riguardano la sfera
della creatività e dell'immaginazione.
Oggi tutti lamentano la condizione
di aridità, di pigrizia mentale e
spirituale che mortifica l'uomo. Deriva in tal
modo che, sia sul piano
operativo che delle idee, tutti dovrebbero essere
necessariamente interes-
sati alla attivazione, all'utilizzazione e allo
sviluppo di queste facoltà,
affinché esse tornino ad essere di grande
aiuto in tutte le manifestazioni
di vita, vere espressioni di libertà e
di democrazia cosciente; di pratica
socio-politica operante (secondo
una visione marxiana più avanzata)
all'interno delle strutture ideologiche, istituzionali,
spontanee.
La presente rassegna rientra dunque
in questa visione: offre uno
stimolo verticale, sia sul piano dell'azione
creativa rivolta alla struttura
elementare del luogo, sia al momento
di fruizione individuale e collettiva da
far rivivere all'immaginazione dei gruppi
sociali del territorio.
Le presenze zonali, di cui
si compone una delle due sezioni della
mostra, riguardano infatti
creatori
noti,
meno noti e insospettati dei
seguenti sette paesi ricadenti in una
medesima area di ricerca e di
documentazione: Bolognetta, Cefalà Diana,
Godrano, Marineo, Mezzoju-
so, Vicari, Villafrati
E' da rilevare subito che all'interno
di quasi tutte le opere presentate
dagli artisti zonali vive inevitabilmente un
particolare processo di accul-
turazione, proprio quello che, secondo
Dupront, si verifica dopo un
tempo psichico di proiezione dell'universo abituale
sulle nuove realtà,
tramite compromessi e accettazioni.
E ciò è maggiormente o statisticamerite
più evidente nei lavori proposti da Marineo
e Mezzojuso.
Tutte le presenze zonali sono poste
in raffronto con la situazione
attuale delle arti visive, ma non per trarne
una valutazione di merito o
comparativa. Molte tendenze dell'arte moderna
hanno anticipato aspetti
e condizioni che sono proprio dell'odierna ricerca
di una dimensione
più umana della vita: queste ricerche
si sono rivolte o si rivolgono alla
funzione diretta o autentica dell'uomo: ai suoi
occhi, alla sua mente, ai
suoi sentimenti, ai suoi gesti spontanei, al
suo corpo, alla natura. Si
rivolgono cioè all'essenza
antropologica dell'esistenza come possibile
alternativa di salvezza di fronte alla sopraffazione
dell'artificio tecnologi-
co, della sua spietata pianificazione. In questo
senso i! quadro, il gesto,
il comportamento creativo divengono processo
di una diversa conoscen-
za, coscienza di cultura e di storia.
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