"Fauna al negativo"
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di Nicolò D'Alessandro
L'intellettuale non smette mai di incuriosirsi, di mettersi
in discussione, di stare dentro gli avvenimenti. Esprime nella lunga militanza
critica la capacità di raccontare e di raccontarsi, ma soprattutto
la generosa voglia di spendersi nei confronti di tutti gli artisti giovani
e meno giovani che da più di trent'anni bussano alla sua porta,
lo assediano al telefono, braccano la sua intelligenza, la sua memoria,
la sua cultura e la sua consapevolezza delle cose d'arte.
Casa sua diventa obbligato incrocio, laboratorio di tutte le avventure,
nel clima di quella cultura di sinistra degli anni sessanta e settanta
ed ancora nelle suggestive confuse stagioni sino ai nostri giorni, di qualsivoglia
proposta giovanile o fermento negli ambiti delle arti figurative in Sicilia.
Francesco Carbone diventa riferimento, punto nodale linchiano, per
tutti coloro che cercano di orientarsi nei movimenti, nei mutamenti degli
"ismi" che hanno caratterizzato e sottolineano questo ultimo squarcio di
secolo. La sua scrittura, per un lettore appassionato delle sue numerosissime
testimonianze, presentazioni, saggi di variegata ispirazione) traduce la
curiosità, l'impegno, la generosa capacità e la necessità
di cogliere ogni pretesto per comunicare sempre qualcosa agli altri.
La sua scrittura, in qualsiasi modo si esprima, possiede il tratto
dell'inquietudine, della contaminazione e delle occasioni mai sprecate.
Diventa anch'essa tra le molteplicità espressive del nostro, voglia
di analizzare, di comprendere, di acquisire nuovi strumenti di conoscenza.
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